Sono Caterina Giolitti,
biologa nutrizionista.

Da più di dieci anni accompagno le persone a ritrovare la serenità che meritano nel loro rapporto con il cibo. Ma, prima ancora che una professionista, sono una donna che ha osservato da vicino quanto il cibo possa diventare un terreno delicato, fragile, intimo.

Ogni giorno incontro persone stanche di lottare contro il proprio corpo, stanche di sentirsi inadeguate, stanche di dover “essere perfette” anche mentre mangiano.

Donne che evitano uno specchio, che nascondono il piatto, che si scusano per l’appetito come se fosse un difetto. Persone che vivono il cibo non come un nutrimento, ma come una prova: da superare, da controllare, da temere.

Il mio lavoro è nato proprio da questo: dal vedere come un gesto naturale e quotidiano possa trasformarsi in un luogo di giudizio, di vergogna, di confusione. Dal rendermi conto che la nostra società ci ha insegnato a misurare il valore di una persona da un numero sulla bilancia, da una taglia, da un’immagine esterna.

Per questo la parola che mi rappresenta è ascolto. Un ascolto che abbraccia, che accoglie, che sostiene, che vede la persona prima delle sue abitudini, prima dei suoi errori, prima delle sue paure, che tiene conto delle emozioni, della fatica, dei piccoli passi, delle ferite che a volte nessuno vede.

Perché la
Mindful Eating?

La Mindful Eating è entrata nella mia vita come una rivelazione: una pratica che non ti dice “mangia di meno”, ma “ascolta di più”; che non ti insegna a controllarti, ma a riconoscerti; che non ti fa sentire sbagliata, ma finalmente libera.

È per questo che ho scelto di formarmi come istruttore certificato e di integrare questo approccio con le mie competenze in Nutrizione Anti-age, Nutrizione Estetica e Fitoterapia.

Perché il corpo è una casa preziosa, e merita cura — non ossessione.
Merita attenzione — non giudizio.
Merita rispetto — non misure imposte da qualcun altro.

Perché il cibo non dovrebbe essere una battaglia. Dovrebbe essere un incontro. Un ritorno a casa.

L’inizio di un nuovo percorso.

Costruisco con te un percorso fatto di presenza, gentilezza e consapevolezza, in cui il cibo torna a essere un gesto d’amore e non di paura. Ti insegno a essere dalla tua parte, anche quando la mente sembra remare contro.
Poco alla volta, riconoscerai che non sei il peso che fai, né quello che mangi.
 Sei molto di più.